Dojo-kun

 

Redatti dal M° Gichin Funakoshi in modo che gli allievi potessero recitarli e ricordali facilmente, questi 5 precetti mostrano l'essenza di un insegnamento che vede il Karate come qualcosa che non sia solo un metodo di allenamento del corpo, ma un'evoluzione nello spirito. Questa è la moralità che è necessaria per dare equilibrio all'allenamento fisico.


Hitotsu, Jinkaku Kansei Ni Tsutomuru Koto
( Il Karate è mezzo per migliorare il Carattere )


In questo ideale si dà assoluta priorità non alla forza, velocità, abilità tecnica o nel combattimento, ma alla perfezione del carattere del Karateka. Il M° Funakoshi insiste molto su questo concetto nei suoi scritti. Racconta la storia in cui fu arbitro di una contesa tra due villaggi. Mantenendo la mente fredda e agendo in modo controllato e razionale egli propose una soluzione alla contesa, accettata di buon grado dalle due parti, evitando così atti di violenza.
Egli scrive che questo è la prova che un buon allenamento nel Karate è il mezzo per migliorare il proprio carattere e solo così si possono cercare soluzioni pacifiche ai problemi.


Hitotsu, Makoto No Michi O Mamoru Koto
( Il Karate è via di Sincerità )


Chi non ha fiducia nella ricerca di una via vera, sincera, resterà vittima delle proprie fantasie e non raggiungerà mai il proprio sogno con lealtà.


Hitotsu, Doryoku No Seishin O Yashinau Koto
( Il Karate è mezzo per rafforzare la costanza dello Spirito )


Tradizionalmente le arti marziali non venivano insegnate o praticate per il semplice valore spettacolare o come diversificazione dagli aspetti più seri della vita, dunque era necessaria pazienza se si volevano imparare i risvolti più profondi di un'arte. La ripetizione ad oltranza delle tecniche fondamentali non è un blocco all'apprendimento come molti pensatori moderni vorrebbero far credere. La mancanza di perseveranza semplicemente significa che ogni progresso arriverà ad un punto morto.


Hitotsu, Reigi O Omonzuru Koto
( Il Karate è via per imparare il Rispetto Universale )

Attraverso le buone maniere non si aggrava mai una situazione già di per sè negativa, evitando così inutile violenza. Tuttavia tutto ciò non va interpretato come atto di debolezza. Ovviamente agire con buone maniere dev’essere un processo reciproco. Vediamo quanto gli insegnamenti di Confucio abbiano influenzato questo precetto. Egli infatti scrive: " Ripagherai un'offesa con un'azione diretta, ripagherai peraltro una buona azione con un'altrettanta azione buona".



Hitotsu, Kekki No Yu O Imashimuru Koto
( Il Karate è via per acquisire l’Autocontrollo )


Questo può sembrare essere il paradosso del Karate, ma proprio qui abbiamo l'essenza della moralità di un'arte marziale. La forza si può usare solo se il fine ultimo è moralmente corretto, come il caso della difesa personale o la protezione di un innocente. In questo modo le azioni dei monaci Shaolin, ad esempio, nello sviluppo di metodi di combattimento per proteggere i loro templi o nella guerra contro il banditismo erano atti moralmente accettabili.


Il Dojo-Kun ci indica dunque la via ultima nel nostro lavoro di ricerca ed allenamento. Questa è la maestria verso noi stessi. Perciò, non saranno le sole tecniche ad avere l'importanza maggiore, ma sarà lo spirito individuale che andrà educato e disciplinato. Se si seguono pertanto i dettami racchiusi in questi precetti, all'apparenza molto semplici, Maestri e gli allievi potranno veramente progredire nell’approfondimento di quest’arte marziali. “ La via del Karate ” è infinitamente lunga.

 

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