Gichin Funakoshi

 

La fotografia di Gichin Funakoshi è appesa alla parete principale di molti Dojo europei di karate di differenti scuole. La sua immagine è spesso associata a quella del karate, come il “creatore del karate moderno” sebbene, storicamente, ciò non sia esatto.
Il primo ad introdurre l'arte di Okinawa nel sistema scolastico fu il M° Itosu, che in seguito divenne il maestro di Funakoshi. Si tratta di una confusione tra la modernizzazione del karate, che ha avuto luogo all'inizio del secolo XX, e la sua diffusione. Gichin Funakoshi è stato, di fatto, il primo a diffondere il karate nel Giappone, in seguito la sua scuola di karate si è ampiamente diffusa nel mondo intero.

Gichin Funakoshi nasce a Shuri, Okinawa, nel 1868, primo anno dell'era Meiji (periodo in cui il Giappone passa dal feudalesimo all'era moderna). Appartenente a una famiglia di funzionari molto legata alla tradizione, G. Funakoshi vuole studiare medicina, ma l'idea viene scartata a causa di una regola che andava contro la tradizione di famiglia, era un grande amico del figlio maggiore di Anko Azato e ebbe il privilegio di ricevere personalmente gli insegnamenti dal M° Azato, la cui abilita nelle arti marziali era ritenuta eccezionale. L'allenamento in quel periodo si svolgeva di notte, spesso in un giardino.
Funakoshi scrive: in quell'epoca mi sono allenato a un solo kata per molti mesi, e perfino per molti anni, dovevo continuare senza sapere per quanto tempo, fino a che il mio maestro dicesse " sì ", e il maestro non diceva mai " sì ".
Il Maestro Azato non mi toglieva mai gli occhi di dosso per tutto il tempo degli allenamenti.
Egli rimaneva nella veranda, seduto ben diritto sui talloni, senza cuscino. Era tuttavia già molto anziano, quando terminavo un kata, mi diceva solo “bene”, “ sì ”, o “ancora”, senza mai un complimento.
Dovevo solo continuare a ripetere senza fine la stessa cosa, inzuppato di
sudore. A fianco del maestro seduto c'era sempre appoggiata una lampada a petrolio il cui chiarore pareva affievolirsi, e talvolta mi accadeva di non percepirla più a causa della fatica, per questo la durezza dell'allenamento è difficile da descrivere, gli l'allenamenti tal volte proseguiva fino all'alba.
È all'inizio della sua carriera nell'insegnamento scolastico che G. Funakoshi fa la con
oscenza di Anko Itosu, amico intimo di Azato come lui discepolo di S. Matsumura. A. Itosu è anch'egli conosciuto come un grande maestro, ma a differenza di Azato, si interessa ai problemi dell'educazione nel sistema scolastico allora in via d'elaborazione.
In loro Funakoshi vede due facce del Karate: Azato “era come un guerriero”, grande di taglia, largo di spalle, con occhi vivi e penetranti e con una velocità fulminea; secondo lui bisogna pensare alle mani e i piedi dell'avversario come a delle spada che possono tagliare o uccidere con un sol tocco, non bisogna dunque lasciarsi mai toccare. Invece era il contrario di Azato: media statura, con un torace smisurato che lo faceva somigliare a un barile, ma con una forza eccezionale nelle braccia e un fisico cosi ben forgiato e temperato da sembrare invulnerabile.
E secondo lui, se l'attacco dell'avversario non è forte o efficace, si può ignorarne volontariamente lasciandosi toccare, quindi, rafforzando il proprio corpo. Occorre sottolineare che, nell'antico stile di insegnamento del karate, non soltanto le tecniche, ma la concezione del combattimento potevano variare seguendo la morfologia e la personalità, e la trasmissione era estremamente personale e limitata. L'antico stile di trasmissione era esoterico “nascosto per il divieto imposto, cosi tutte le forme di combattimento a mani nude vennero occultate ” aveva al tempo stesso una grande flessibilità, che corrispondeva alla personalizzazione dell'arte.
Quando iniziai a studiare il karate sotto Azato ero l'unico allievo e anche con il M° Itosu vi erano pochissimi allievi. Funakoshi continua a proseguire la pratica del karate sotto la direzione di questi due maestri, parallelamente al proprio lavoro a scuola. Scorgendolo talvolta rincasare all'alba, i vicini credono che rientri dopo aver passato tutta la notte in un quartiere di piacere, ed egli non li disillude; anche questo mostra l'aspetto di segretezza della pratica del karate.

Quando furono inaugurati il sistema di educazione fisica formale ed il sistema della leva militare, fu notato che colore che avevano praticato il karate si distinguevano dagli atri per il loro fisico asciutto e ben sviluppato. Il fenomeno venne un argomento di conversazione, che il Commissario Prefettizio per l'Istruzione invitò il M° Itosu e i suoi allievi ad un incontro tra presidi di varie scuole per una dimostrazione del karate. Il ministero riconobbe l'efficacia di tale disciplina che le introdussero nel programma di educazione fisica delle Scuole Secondarie Statale di Okinawa e nella Scuola Allievi Ufficiali. Tutto questo accade attorno all'anno 1902, cosi che dopo secoli di segretezza, il karate poteva essere insegnato apertamente.
É nell 1906 che Funakoshi persuase dei amici a forma un gruppo per dare delle dimostrazione pubbliche per Okinawa per far conoscere quest'arte. Fu merito degli sforzi di questo gruppo nel divulgare il karate attraverso lettere e dimostrazioni che ques'arte divenne ben conosciuto al pubblico, per lo meno ad Okinawa.

É il 6 Marzo 1921, che il M° Funakoshi ricevette il grande onore e responsabilità di dirigere la dimostrazione di karate con un gruppo selezionato di studenti della Scuola Superiore, in occasione della visita dell'Imperatore del Giappone a Okinawa durante un suo viaggio verso l'Europa. Nel 1922, un anno dopo questo avvenimento, è organizzata a Kyoto un'esposizione nazionale di educazione fisica, e Funakoshi vi è mandato per presentare il karate di Okinawa.
Egli pensa di ritornare a Okinawa dopo queste dimostrazioni. Ma J. Kano, fondatore del Judo, che ricopre importanti funzioni al ministero dell'Educazione, lo invita a tenere una presentazione del karate nel suo dojo Kodokan, a Tokyo. Accettando la sua richiesta, G. Funakoshi aveva pensato di prolungare il suo soggiorno a Hondo di qualche giorno soltanto. Ma, in seguito agli incoraggiamenti ricevuti da J. Kano dopo questa dimostrazione, decide di restare a Tokyo per diffondervi l'arte del suo paese. All'età di 53 anni, G. Funakoshi abbandona quindi le sue funzioni di insegnante e, lasciando moglie e figli a Okinawa, comincia a vivere da solo a Tokyo, per far conoscere il karate. Si ritrova senza lavoro, ma con la passione di far conoscere l'arte della sua regione ai giapponesi, che consideravano questa un po' come un'isola straniera. In quest'epoca, la popolazione di Okinawa aspira ad affermare la sua identità culturale e nazionale giapponese; Funakoshi non fa eccezione e la sua passione per la diffusione del karate è una prova.

La dimostrazione al Kodokan ebbe luogo il 17 maggio 1922.
Shinkin Gima, originario di Okinawa e studente all'università, che partecipava a questa dimostrazione, racconta: " Per la dimostrazione, il M° Funakoshi ha fatto innanzi tutto una presentazione del karate di Okinawa e del percorso di ognuno di noi. Poi ha eseguito il kata Ku-shan-ku; in seguito io ho eseguito Naihanchi. Dopo la dimostrazione dei kata, abbiamo mostrato un esercizio di combattimento convenzionale. Dopo la dimostrazione il M° Kano ha detto: "Signor Funakoshi, penso che il karate sia un'arte marziale onorevole, se pensa di diffonderla a Hondo, potrei darle un aiuto, qualunque esso sia, mi dica cosa posso fare per lei". Sono certo che è a seguito di queste parole di incoraggiamento che il maestro Funakoshi ha deciso di rinunciare a ritornare a Okinawa".
Avendo alcuna risorsa, G. Funakoshi lavora in un pensionato per studenti originari di Okinawa, chiamato Meisei-juku e alloggia in una piccola camera, ottenne il permesso di utilizzare la sala conferenze per insegnare il karate. All'inizio, ha solo pochissimi allievi “avevo talvolta l'impressione di lottare da solo, senza avversario” racconta.
Tuttavia, in capo a due, tre anni, il numero di allievi comincia ad aumentare. Gruppi di studenti di molte università formano dei club di Karate. È per questo che la diffusione del karate nelle diverse università è stata molto importante. Funakoshi : “ in quell'epoca, vivevo ogni giorno con l'impressione di vedere un chiarore che si ingrandiva poco a poco nella notte tenebrosa... non era più, quindi, una lotta senza avversario... il mio petto si gonfiava spesso di gioia ”.

A Okinawa ques'arte veniva chiamata Okinawa-Te “mani di Okinawa” poi con gli scambi con la Cina si incominciò a chiamare To-De “mani Cinese”. È sotto questa influenza che il karate incomincio a essere scritto con il carattere Cina perché gli fosse conferito una note di classe e di eleganza, perché in quel periodo tutto ciò che era definito Cinese godeva di una forte popolarità nelle isole Ryukiu.  Poi quando il karate incomincio a divulgarsi in Giappone e lo stesso Giappone essere considerato una nazione di serie A, è allora che il M° Funakoshi incomincio a scrivere karate con il carattere vuoto, poiché non gli sembrava più adeguato chiamare ques'arte con nome To-De poiché il karate era unicamente giapponese. Spiega questa scelta attraverso queste due piccole frasi dell'insegnamento buddista zen:

 

Shiki Soku Ze Ku - Ku Soku Ze Shiki

che significano:
Gli aspetti della realtà visibile equivalgono al vuoto (nulla).
Il vuoto (nulla) è l'origine di tutta la realtà.

 

"Proprio come uno specchio che riflette le immagini senza distorsioni, come in una tranquilla vallata che rimanda l'eco, così uno studente di karate deve purgare se stesso da pensieri egoisti e malvagi poiché solamente con una mente ed una coscienza chiara e limpida “Vuota” egli potrà capire ciò che sta ricevendo ... la forma fondamentale dell'universo è vuoto “Kara” e quindi il vuoto è esso stesso forma”. Dopo aver scelto gli ideogrammi (i primi due da sinistra presenti ad inizio pagina), Funakoshi aggiunge al termine karate il suffisso Do (ultimo a destra) “via” e l'arte si chiamerà d'ora in avanti Karate-Do . Questo cambiamento di nome è rivelatore di una fase importante nella storia di questa disciplina. Corrisponde al passaggio da un'arte segreta, il cui nome, variabile, importava poco, all'affermazione di un'arte riconosciuta, il cui nome ne indica l'orientamento, la cui parola Karate-Do significa  "la via delle mani vuota" poichè il karate non deve essere solo un'arte ma anche uno stile di vita.

 

Nel 1941 scoppia la guerra del Pacifico e quattro anni dopo il dojo Shotokan viene annientato sotto i bombardamenti americani. Una volta terminata la guerra Funakoshi, a 77 anni, lascia Tokyo per raggiungere la moglie che si era rifugiata a Oita (nel sud del Giappone). Si ritrovano insieme dopo una lunga separazione e da soli vivono coltivando la verdura e raccogliendo molluschi e alghe in riva al mare. La vita non è facile, ma finalmente sono insieme. Due anni dopo la moglie si ammala improvvisamente e muore poco tempo dopo, quello stesso anno muore anche Yoshitaka, il figlio al quale aveva affidato lo Shotokan. Funakoshi ha l'impressione di aver perso tutto nel conflitto. Gli allievi anziani e gli studenti però cominciano a ritornare e il Maestro, a 80 anni, ritorna a Tokyo. I suoi allievi anziani delle diverse università cominciano a riformare la scuola Shotokan e nel 1949 si costituisce la Japan Karate Association (J.K.A) con a capo G. Funakoshi, all'età di 81 anni.

Il Maetro Muore Nel 1957, a 89 Anni

 

                                                                                       

 

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